
Sarebbe decisamente troppo facile limitarsi a fare l’elenco di quanto si siano persi quanti assenti all’edizione 2008 del “Trofeo Fosco Santini”.. troppo facile perchè basterebbe dire che si è trattato di un’edizione strepitosa, però poi mancherebbero tutti i dettagli, e non c’è ragione per essere tanto magnanimi con i soci sabbazzieschi assenti al Fosco Santini, no?!
Allora andiamo con ordine: le danze si sono aperte al sabato.. e si sono aperte alla grande, visto che al sabbazzietto ci siamo visti arrivare diversi equipaggi lacustri con barche al seguito (naturalmente sullo stradale).. la cosa, va da se, ha lasciato tutti un pò interdetti: uno dei grandissimi pregi del Lago di Bracciano è che da qualunque circolo tu esca, comunque la regata te la trovi più o meno a centro lago(*).. il problema che è emerso è che alcuni pare ignorassero le effettive dimensioni del Lago di Bracciano (tutto sommato esigue.. insomma ben più piccolo di Bolsena o del Garda) al punto tale da diffondere la notizia (infondata) che sarebbe stato necessario carrellare le barche presso il circolo organizzatore.. niente di grave in ogni
caso, anzi: avere equipaggi ospiti al circolo dà immancabilmente una sensazione di evento “extra zonale” che non dispiacce affatto, almeno al sabbazzietto!
(*) in realtà si va diffondendo il malcostume di mettere il campo di regata negli spogliatoi della propria sede sociale, malcostume al quale il sabbazzietto ha risposto, unico fino ad ora in questa stagione, piazzando il campo in funzione della provenienza dei partecipanti.
Sistemate le faccende logistiche è stato subito chiaro che almeno al sabato il vento non sarebbe stato un problema, quantomeno non lo sarebbe stata la bonaccia: con il gran subbuglio atmosferico degli ultimi giorni c’era tutta l’aria necessaria, anche un filino troppo, con il primo (ed unico) albero di legno venuto giù a danze appena aperte.
Per la cronaca al sabato si sono cimentati 24 equipaggi, tra Finn e Dinghy, sul medesimo percorso a bastone
(i Finn naturalmente facevano più giri), per un totale di 2 prove ed un proditorio tentativo del CdR di dare anche la terza partenza, frustrato da un repentino azzeramento del vento che ha prodotto una fine giornata di traini trans-lacustri.
Alla mattina dopo di nuovo uno scenario meteo da fine aprile o da fine settembre: aria limpida e tersa, temperatura piacevolmente fresca ed una panoplia di nuvoloni ad incoronare fin dalle prime ore le sponde del lago, mentre dalla Capitale e dall’hinterland giungevano voci di temporali e meteo-stramazzoni assortiti.

Non di meno, all’ora fissata dal bando e dopo tutti i relativi breafing del caso, si prendeva il largo verso un’altra giornata di regate.
Questa volta a scendere in acqua tra i dinghy anche il Presidente sabbazziesco che chiuderà la giornata impallinando un primo posto senza storia ed un secondo che alla fine dell’ultima bolina sembrava quasi potesse essere un altro primo.
Notevole lo spettacolo in acqua, con regate mai troppo sfilacciate e con la conduzione sempre molto precisa e attenta del CdR (leggi: un richiamo generale per i Finn ed un’individuale per i Dinghy).
Raggiunte le 4 prove utili il CdR ha saggiamente deciso di far calare il sipario, stante anche l’instabilità nel vento prodotta da una certa agitazione temporalesca praticamente su tutte le sponde del Lago di Bracciano,
agitazione che ha indotto a tirare via dal lago le barche più lente/distanti, nonostante di vento ce ne fosse ancora, e con l’occasione si è potuto verificare come per muovere 6 Finn (e relativi finnisti) serva praticamente la stessa quantità di potenza necessaria a muovere 2 Dinghy (seppure uno di legno!).
Chiusa la parte in acqua, nel tardo pomeriggio si è alzato il sipario su quella a terra, con la premiazione dei vincitori della due giorni.
Sarà stata la verzura fiorita della nuova location del sabbazzietto, sarà stato il brusio dello sfrigolare dell’olio d’appresso ma non si veda una premiazione di uno zonale tanto affollata da molto, molto tempo.. ed infatti dopo la premiazione si è scatenata la tempesta gastronomica della cena, sulla quale è decisamente lasciare meglio spazio alle immagini.
Per quel che vale si può solo aggiungere che, a dire dei convenuti naturalmente, l’edizione 2008 del “Trofeo Fosco Santini”, complice la gestione in acqua, la nuova location del sabbazzietto e la cena finale, abbia di fatto ridisegnato l’ordine di “gradimento” negli eventi “classici” della stagione agonistica lacustre.. “come” lo abbia ridisegnato lo sanno bene quanti convenuti, per tutti gli altri non rimane che aspettare serenamente l’anno prossimo, naturalmente.

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